Lanzamiento de “Fraude en la Administración de las personas jurídicas” .

Con mucha alegría comparto el lanzamiento de mi libro “Fraude en la Administración de las personas jurídicas” , por la prestigiosa editorial Thomson Reuters.

Aquí una imagen de la portada:

FAPJ

El índice se encuentra a continuación:

El libro cuenta con el prólogo del Profesor italiano Fabio Basile de la Università degli Studi di Milano, quien fue discípulo del legendario Profesor Giorgio Marinucci, investigador de polendas sobre el reato societario.

Entre las publicaciones del Prof. Fabio se encuentran:

Articoli e contributi

Lo studio della filosofia del diritto. Riflessioni di un penalista, in Notizie di POLITEIA, XXXII, 122, 2016, pp. 128-133;

Riflessioni sparse sul delitto di associazione mafiosa. A partire dalla terza edizione del libro  di Giuliano Turone, in Cross – Rivista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata, vol. 2, n. 1, 2016, pp. 3-12;

Giuliano Turone, Il delitto di associazione mafiosa, III ed. aggiornata, Giuffrè, Milano, 2015. Riflessioni sparse sul delitto di associazione mafiosa. A partire dalla terza edizione del libro  di Giuliano Turone, in Diritto penale contemporaneo (rivista online), 26.4.2016;

Concorso c.d. anomalo di persone (art. 116 c.p.), in Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Aggravante dei futili motivi ad agire (art. 61 n. 1 c.p.), in Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Concorso tra i delitti di lesioni personali dolose (art. 582 c.p.) e di omissione di soccorso (art. 593 c.p.), in Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Concorso di persone nel delitto di omicidio doloso commesso in una rissa (artt. 110/116, 575, 588 c.p.), in Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Furto tentato (artt. 56 e 624 c.p.) e attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, n. 4 c.p.), in Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Tentativo di rapina impropria (art. 628 c.p.) in caso di sottrazione della cosa non andata a buon fine, in

Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Sentimento religioso e libertà di satira: riflessioni a partire da Charlie Hebdo. La pubblicazione delle dodici vignette satiriche sull’Islam costituisce reato (in Italia)?, in Notizie di POLITEIA, XXXI, 119, 2015, pp. 69-80;

Le misure di prevenzione dopo il c.d. codice antimafia. Aspetti sostanziali e aspetti procedurali (a cura di BASILE), in Giurisprudenza Italiana, giugno 2015, pp. 1520-1548;

Brevi considerazioni introduttive sulle misure di prevenzione, in BASILE (a cura di), Le misure di prevenzione dopo il c.d. codice antimafia. Aspetti sostanziali e aspetti procedurali (a cura di), in Giurisprudenza Italiana, giugno 2015;

L’enorme potere delle circostanze sul reato; l’enorme potere dei giudici sulle circostanze, in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2015, p. 1743-1768;

Concussione (art. 317 c.p.) e induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.): il criterio discretivo e i suoi riflessi di diritto intertemporale, in Studium Iuris, fasc. 6-2014;

Il concorso c.d. anomalo di persone: una nuova apertura giurisprudenziale al criterio della  prevedibilità in concreto, in Diritto penale contemporaneo (rivista online), 21.7.2014;

“Maestro mio”, diss’ io, “che via faremo?”: ricordando Giorgio Marinucci, Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, luglio 2014;

Sempre più “colpa” nel concorso c.d. anomalo di persone, in Giurisprudenza Italiana, fasc. 2014-05;

Divergenze teoriche e difficoltà pratiche in sede di applicazione dell’aggravante dei “futili motivi”, in particolare in caso di reati c.d. culturalmente motivati, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale (rivista online), 3.6.2014;

Mafie senza crisi, in LIBERAINFORMAZIONE (rivista online), 3.6.2014;

Motivi   futili  ad  agire:   ma  futili  per   chi  quando  il  reato  e`  ‘‘culturalmente’’   motivato?, in Giurisprudenza Italiana, fasc. 2014-04;

Davvero indifferenti il metodo bifasico e il metodo diretto per commisurare la pena di un delitto tentato? in Giurisprudenza Italiana 2014, 169-176;

Violenza  sulle  donne:  modi,   e  limiti,   dell’intervento  penale,   in  Diritto  Penale    Contemporaneo, Dicembre 2013;

Note sul dolo nei reati omissivi propri, con particolare riguardo al reato di omissione di soccorso, in Diritto Penale Contemporaneo, Dicembre 2013;

Il reato di “pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili” alla prova della giurisprudenza: un commento alla prima (e finora unica) applicazione giurisprudenziale dell’art. 583 bis c.p., in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, Luglio 2013;

Su alcune questioni controverse intorno all’omissione di soccorso (art. 593 c.p.): un reato in cerca d’autore, in Rivista italiana di diritto e procedura penale 2013;

La responsabilità oggettiva nella più recente giurisprudenza della Cassazione relativa agli artt. 116, 584 e 586 c.p., in Diritto penale contemporaneo, 22 novembre 2012 (http://www.penalecontemporaneo.it);

Localismo e non-neutralità culturale del diritto penale ‘sotto tensione’ per effetto dell’immigrazione, in Diritto@Storia, Quaderno n. 10 (2011-2012) (http://www.dirittoestoria.it/10/monografie/Basile- Localismo-non-neutralita-culturale-Diritto-penale-immigrazione.htm); una precedente versione di tale articolo era stata pubblicata anche in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, settembre 2008;

Fisionomia e ruolo dell’agente-modello ai fini dell’accertamento processuale della colpa generica, in Diritto penale contemporaneo, 13 marzo 2012, e in AA. VV., Studi in onore di Mario Pisani, Piacenza, 2010;

Criminal Law in Multicultural Societies: Culturally Motivated Crimes/Il diritto penale nelle società multiculturali: i reati culturalmente motivati, in Revista de Estudos Criminais (Brasile), n. 44 jan/mar. 2012, e in Política criminal (Cile), Volumen 6, Número 12, Diciembre/December 2011 (http://www.politicacriminal.cl/Vol_06/n_12/Vol6N12A4.pdf);

Reato autonomo o circostanza? Punti fermi e questioni ancora aperte a dieci anni dall’intervento delle Sezioni unite sui “criteri di distinzione”, in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2011, p. 1564-1593, e in AA.VV., Studi in onore di Franco Coppi, Torino, 2011,  p. 11-46;

L’alternativa tra responsabilità oggettiva e colpa in attività illecita per l’imputazione della  conseguenza ulteriore non voluta, alla luce della sentenza Ronci delle Sezioni Unite sull’art. 586 c.p., in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2011, p. 911-968, e in AA.VV., Studi in onore di Mario Romano, Napoli, 2011, vol. II, p. 699-764;

A cinque anni dalla riforma dei reati in materia di religione: un commento teorico-pratico degli artt. 403, 404 e 405 c.p., in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, maggio 2011, (http://www.statoechiese.it);

Commento  agli  artt.  59,  60,  116,  118,  402-406,  581-586,  650,  660,  661,  724  c.p.,  in DOLCINI-MARINUCCI (a cura di), Codice penale commentato, III ed., Milano, IPSOA, 2011;

Diritto penale e multiculturalismo: teoria e prassi della c.d. cultural defense nell’ordinamento statunitense, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, luglio 2009;

Premesse per uno studio sui rapporti tra diritto penale e società multiculturale: uno sguardo alla giurisprudenza europea sui c.d. reati culturalmente motivati, in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2008, p. 149-212;

Localismo e non-neutralità culturale del diritto penale ‘sotto tensione’ per effetto dell’immigrazione, in RISICATO – LA ROSA (a cura di), Laicità e multiculturalismo. Profili penali ed extrapenali, Torino, 2009, pp. 206-220;

Società multiculturali, immigrazione e reati culturalmente motivati (comprese le mutilazioni genitali femminili), in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2007, p. 1296-1345; tale articolo è stato pubblicato anche in lingua spagnola: El derecho penal en las sociedades multiculturales europeas: Los delitos motivados por la cultura realizados por los inmigrantes (en particolar, las mutilaciones genitale femininas), in GARCIA VALDÉS-CUERDA RIEZU & a. (a cura di), Estudios penales en homenaje a Enrique Gimbernat, Madrid, Edisofer, 2008, p.1835-1878;

I nuovi “delitti contro le confessioni religiose” dopo la l. 85/2006, in Studium Iuris 2006, p. 1351-1359;

La nuova incriminazione delle pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili: Legge 9 gennaio 2006, n. 7, in Diritto penale e processo 2006, p. 678-692;

Recensione a Cerquetti, La rappresentazione e la volontà dell’evento nel dolo, in Riv. It. Dir. Proc. Pen.

2006, p. 267-269;

Morte come conseguenza del delitto di cessione illecita di sostanze stupefacenti (nota a Trib. Palermo 4.2.2005), in Il Corriere del Merito 2005, p. 821-828;

Recensione a Mantovani, L’esercizio di un’attività non autorizzata: profili penali, in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2004, p. 311-313;

Recensione a Hirsch, A. J. (ed.), Krise des Strafrechts und der Kriminalwissenschaften? Tagungsbeiträge eines Symposiums der Alexander von Humboldt-Stiftung, in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 2002, p. 1410-1412.

 

Curatele

Pareri (im)possibili di penale, Neldiritto, Roma, 2015;

Codice Penale e Leggi Complementari, XII edizione, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2015;

Tracce Ipersettoriali – penale, Neldiritto, Roma, 2015.

Entre las publicaciones del legendario Giorgio Marinucci se encuentran:

  • Il diritto pena le dei marchi. Studi, Giuffrè, Milano, 1962
  • La colpa per inosservanza di leggi, Giuffrè, Milano, 1965
  • Il reato come azione. Critica di un dogma, Giuffrè, Milano, 1971[2]
  • Corso di diritto penale, 1ª ed., I, Nozione, struttura e sistematica del reato, Giuffrè, Milano, 1995 (in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Corso di diritto penale, 2ª ed., I, Le fonti. Il reato: nozione struttura e sistematica,Giuffrè, Milano, 1999 (in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Corso di diritto penale, 3ª ed., I., Le norme penali: fonti e limiti di applicabilità. Il reato: nozione, struttura e sistematica, Giuffrè, Milano, 2001 (in collaborazione con Emilio Dolcini)
  • Diritto penale, parte generale, Giuffrè, Milano, 2002, (in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Manuale di diritto penale, parte generale, Giuffrè, Milano, 2004, (in collaborazione con Emilio Dolcini)
  • Manuale di diritto penale, parte generale, Giuffré, Milano, 2006 (in collaborazione con Emilio Dolcini)
  • Manuale di diritto penale, parte generale, Giuffré, 2009 (in collaborazione con Emilio Dolcini)
  • Diritto penale in trasformazione, Giuffrè, Milano, 1985, (in collaborazione con Emilio Dolcini)
  • Studi di diritto penale, Giuffrè, Milano, 1991. ( in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Codice penale commentato, IPSOA, Milano, 1999, vol.I-II, pp.2456 (in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Codice penale commentato. Appendice di aggiornamento, IPSOA, Milano, 2000, (in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Giustizia e politica tra difesa sociale e garanzie, Edizioni Comedit, Milano, (in collaborazione con C. Smuraglia).
  • Irretroattività e retroattività nella materia penale: gli orientamenti della Corte Costituzionale. Cinquanta anni della Corte costituzionale della Repubblica italiana, in Diritto penale e giurisprudenza costituzionale, a cura di Giuliano Vassalli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006
  • Codice penale commentato. Appendice di aggiornamento, IPSOA, 2006, (in collaborazione con Emilio Dolcini).
  • Sistema penale e “sicurezza pubblica”: le riforme del 2009, IPSOA, 2009, (a cura di S. Corbetta, A. Della Bella, G.L. Gatta)

El libro cuenta con fuentes primarias de primerísimo nivel que documentan el origen brasilero del tipo penal del Artículo 198 del Código penal.

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El Derecho como instrumento para el bien

n3491

En el último post he insertado un video donde Paulo de Barros Carlvalho a propósito del procedimiento administrativo tributario diferencia entre “actuar bien, eficientemente” y “actuar para el bien”.

Con ello, se busca diferenciar entre actuar en concordancia con lo estructurado, parametrado, con el rol y aquello que sería acorde con una concepción del Derecho como instrumento para el bien.

Es por todos conocido, la diferencia que existe entre las teorías enseñadas y defendidas en la Universidad, Palestras y demás, frente a la realidad a la que se enfrenta el Abogado como una vulneración sistemática y organizada de derechos fundamentales. Ocurre que el status quo, es uno donde los derechos subjetivos no se defienden sólos, es más muchas veces ni siquiera se defienden . No siempre se tiene el conocimiento del verdadero alcance de estos derechos subjetivos ni de los mecanismos para su puesta en práctica. La realidad desmiente en países como el Perú, con distintos grados de conocimiento del ordenamiento jurídico, así  como con distintas posibilidades de puesta en práctica, aquello de que la ley – más propiamente la norma contenida en ella- cumple una función orientadora de conductas. Un ejemplo notorio es la legislación tributaria, que es inentendible para los ciudadanos e inclusive profesionales por los que deberían existir supuestos que le den la suficiente importancia al error o falta de previsibilidad subjetiva.

El Derecho como instrumento para el bien (DIB) tiene frente de sí al enramado normativo que se ha convertido en el status quo, que mientras mayor tiempo tiene vigente se vuelve más incontrovertible y alcanza el nivel de “normalidad”. .El DIB parte de la superación del formalismo, de la efectivización de los derechos fundamentales,  de la verificación de la constitucionalidad de los dispositivos constitucionales y por ello de la constitucionalidad entendida no en el derecho constitucional positivo, ni en la interpretación del Tribunal Constitucional sino en la Constitución toda como norma jurídica.

El DIB tendría que tener en cuenta si los ciudadanos de sus sociedad son pluriculturales como en el Perú. Tendría en términos de José Ortega y Gasset tener en cuenta al hombre y sus circunstancias, que es también la percepción de la Justicia al caso concreto. Poniendo el ejemplo del Despido Arbitrario o Incausado como es conocido en la doctrina laboral, la Constitución señala en su Artículo 27 que la ” Ley otorga protección adecuada contra el despido arbitrario“. No obstante queda sujeto a interpretación la forma de protección adecuada contra el despido arbitrario. Se dice ” La Constitución no lo señala”. La realidad es que el dispositivo constitucional no lo señala, el derecho constitucional positivo no lo señala, la Constitución como norma jurídica sí señala la protección adecuada. Debe ser una en consonancia con la dignidad y condición de persona del trabajador.

Si el trabajador fuera una bestia de carga con extrañas aptitudes para comprender órdenes y valorar el dinero, allí tendría pleno sentido que se le repare frente al despido arbitrario, únicamente con una prestación monetaria. No obstante, teniendo en cuenta que el trabajador es una persona, que tiene derechos fundamentales, que todos los seres humanos son iguales, que tiene una familia allí es digno de destacar el importante rol que cumplió el proceso de amparo. Frente a ello, numerosos laboralistas señalaban que era un exceso del Tc y que bastaba con la reparación. Los laboralistas olvidaban la condición de personas iguales a ellos, de los trabajadores y la condición de Derecho Tuitivo del Derecho del Trabajo.

En el ámbito propiamente penal, el DIB tendría como elementos la razonabilidad, el alejamiento del Derecho Penal frente al Derecho Administrativo, y el respeto irrestricto de los derechos fundamentales. Tenemos así el caso de la reincidencia y habitualidad, que al ser analizada por el Tribunal Constitucional fue considerada “Constitucional”. Esta decisión además de ser sumamente equivocada ha tornado en incuestionable para quien ejerce la Judicatura, a este lamentable instituto.

Palestras del IV Congreso Brasilero de Derecho Tributario

La dogmática brasilera del Derecho Tributario es de primerísimo nivel. Aquí podemos apreciar algunas contribuciones del IV Congreso Brasilero de Derecho Tributario.

– Paulo de Barros Carvalho disertando sobre el procedimiento administrativo tributario

– Humberto Ávila sobre relativización de la cosa juzgada y modulación temporal de efectos

– Tarek Moussallem sobre el límite de las presunciones en la actuación fiscal

La concepción publicística


Existen muy pocos autores que realmente tienen en cuenta  las consecuencias de las visiones publicísticas del Derecho.

En el Perú, tenemos a la Prof. Ariano quien ha resaltado innumerables veces la ideología que subyace al Código Procesal Civil. El tema es abordado por Rafał Manko en Is the Socialist Legal Tradition ‘Dead and Buried’?  The Continuity of Certain Elements of Socialist Legal Culture in Polish Civil Procedure disponible en http://home.medewerker.uva.nl/r.t.manko/bestanden/Socialist_Legal_Tradition.pdf

El Trust y las estructuras clásicas del civil law

El trust plantea desafíos conceptuales en el civi law

Como es bien sabido, el Trust proviene del derecho inglés, y tiene distintas regulaciones en los países latinoamericanos.

El diseño estructural del Trust rompe con los rígidos patrones del civil law por lo que resulta mucho más que un desafío conceptual. Ello, teniendo en cuenta las repercusiones prácticas de los accidentes teóricos en términos de un insigne comparatista nacional.

Al respecto, en el Perú debe analizarse el notable estudio del Prof. Escobar  en http://works.bepress.com/freddy_escobar/10/

Similares dificultades conceptuales se dan en la Ley de Concesiones Eléctricas respecto de las servidumbres, pues las servidumbres eléctricas no encuadran en el concepto tradicional de servidumbre como relación de beneficio entre dos predios.

Al respecto, es inevitable evocar el estudio de P.G Monateri “Black Gaius: A Quest for the Multicultural Origins of the ‘Western Legal Tradition”. El estudio se encuentra disponible en : http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1315227

Un primer acercamiento a The Collapse of American Criminal Justice de William J Stuntz

Navegando en la web he encontrado un libro que promete, se trata de ” The Collapse of American Criminal Justice” de William J Stuntz, en la web de  Harvard University Press (http://www.hup.harvard.edu/catalog.php?isbn=9780674062603) se señala lo siguiente:

The rule of law has vanished in America’s criminal justice system. Prosecutors now decide whom to punish and how severely. Almost no one accused of a crime will ever face a jury. Inconsistent policing, rampant plea bargaining, overcrowded courtrooms, and ever more draconian sentencing have produced a gigantic prison population, with black citizens the primary defendants and victims of crime. In this passionately argued book, the leading criminal law scholar of his generation looks to history for the roots of these problems—and for their solutions.

El estado de Derecho se desvanece en el sistema de justicia penal de Estados Unidos. Los fiscales dicen como y cuán severamente castigar. Casi ningún acusado podrá alguna vez estar frente a un juez. Políticas inconsistentes, negociaciones rampeantes, salas de juicios multitudinarias, y cada vez mayores sentencias draconianas, han producido una población penitenciaria gigante, con ciudadanos negros como los mayores ofensores y víctimas. En este libro de argumentaciones y tesis apasionadas, el principal penalista de su generación busca en la historia las raices de estos problemas y sus soluciones.

The Collapse of American Criminal Justice takes us deep into the dramatic history of American crime—bar fights in nineteenth-century Chicago, New Orleans bordellos, Prohibition, and decades of murderous lynching. Digging into these crimes and the strategies that attempted to control them, William Stuntz reveals the costs of abandoning local democratic control. The system has become more centralized, with state legislators and federal judges given increasing power. The liberal Warren Supreme Court’s emphasis on procedures, not equity, joined hands with conservative insistence on severe punishment to create a system that is both harsh and ineffective.

El Colapso del sistema de justicia penal estadounidense nos lleva profundamente en la dramática historica del delito, a través de peleas de bar en el siglo diecinueve en Chicago, bordellos en Nueva Orleans, prohibiciones y décadas de homicidios. Adentrándose en estos delitos y las estrategias para controlarlos, William Stutnz revela el verdadero costo de abandonar el control democrático local. El sistema se ha vuelto más centralizado, con legisladores estatales y jueces federales con mayor poder. La liberal Corte Suprema Warren se centra en el formalismo procesal, no tiene en cuenta su poder determinador de la razonabilidad (equity), centra sus esfuerzos en severas penas, creando así un sistema que es tanto lesivo como inefectivo. Sobre el Equity puede revisarse The Profetic Nature of Equity de P.G Monateri en http://works.bepress.com/monateri/7/

What would get us out of this Kafkaesque world? More trials with local juries; laws that accurately define what prosecutors seek to punish; and an equal protection guarantee like the one that died in the 1870s, to make prosecution and punishment less discriminatory. Above all, Stuntz eloquently argues, Americans need to remember again that criminal punishment is a necessary but terrible tool, to use effectively, and sparingly.

Cómo escapar de este mundo tan típico de Kafka? Más juicios con jurados locales, leyes que definan estrictamente las facultades de los fiscales, y una protección equitativa como aquella que murió en 1870 para hacer la investigación y posterior sentencia menos discriminadora. Por ello, Stuntz elocuentemente argumenta que los estadounidenses necesitan recordar nuevamente que el sistema de justicia penal es una herramienta necesaria pero terrible, que debe ser usada de forma efectiva y excepcional.

Algunas páginas de este interesante libro pueden leerse en Google Books en la dirección: http://books.google.com.pe/books/p/harvard?id=nEHgwemq0nYC&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Como puede verse se analizan críticamente problemas comunes a todos los sistema de justicia como selectividad y simbolismo. Más adelante reseñaremos este interesante libro.

Comentario a un artículo sobre el dominio del hecho

Roxin es un autor importantísimo, lo que no implica que siempre deba estarse deacuerdo con él

Navegando por la web he encontrado un muy correcto artículo sobre el dominio del hecho de Roxin (http://www.conjur.com.br/2012-out-24/fernanda-tortima-teoria-dominio-fato-diferencia-autor-participe), algunas brevísimas anotaciones serían las siguientes:

– Cuando se señala : “Sem a teoria do domínio do fato, Fujimori não teria sido absolvido, mas condenado como partícipe.”, se dice en realidad algo bastante relativo. La teoría del aparato organizado de Roxin no era la única herramienta para determinar la responsabilidad de Fujimori, ya que se pudo hacer a través de la coautoría. Con ello, no tendría porque considerársele partícipe. Luego, cuando se dice : ” ao menos segundo a formulação original da teoria, uma organização alheia ao direito, isto é, algo como um grupo terrorista, um estado dentro do Estado, e não um partido político legalmente reconhecido”, no se tienen en cuenta los desarrollos posteriores como los de Meini. La ajenidad no es un elemental esencial, de aquello que defienden quienes están a favor de la teoría.

Finalmente, si se utiliza una teoría como un automatismo, para los fines que el ocasional intérprete desea, haciendo que diga lo que no dice, entonces la realidad es que no se practica lo pregonado.Una teoría sólo se utiliza cuando se siguen fielmente sus premisas.